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  <dc:title>Zurru, Salvatore - Intervista – Iglesias (IT) - 2011-05-12</dc:title>
  <dc:creator>Igea S.p.A</dc:creator>
  <dc:subject xml:lang="it-IT">Storia orale</dc:subject>
  <dc:subject xml:lang="it-IT">Miniere del Sulcis-Iglesiente</dc:subject>
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  <dc:description xml:lang="it-IT">Nasce a Gonnosfanadiga il 9 novembre 1927, primo di 10 figli. Il padre, che negli anni Trenta del Novecento era impiegato come magazziniere a Mussolinia di Sardegna (attuale Arborea), all’inizio della seconda guerra mondiale viene richiamato alle armi e, nel corpo dei Carabinieri, diviene una delle guardie della miniera di Montevecchio. Alla fine della guerra trova impiego come guardia giurata presso una miniera della società Carbosulcis e si trasferisce a Carbonia con la famiglia. Salvatore frequenta le scuole elementari a Gonnosfanadiga e i tre anni della scuola d’avviamento  professionale a Guspini. Continua gli studi ad Iglesias, frequentando l’anno preparatorio necessario per accedere all’Istituto tecnico minerario Giorgio Asproni. Durante gli anni delle superiori svolge, durante i mesi estivi, i tirocini previsti dall’Istituto presso le miniere metallifere di Montevecchio e di Ingurtosu, nonché presso la miniera carbonifera di Serbariu a Carbonia. In quest’ultima, durante l’ultimo anno di scuola, è stato assunto dalla Carbosarda come grisumetrista e canneggiatore. Nel 1948, si diploma e qualche mese dopo è assunto dalla Società Monteponi per la quale inizia a lavorare come aiuto topografo presso la miniera di Monteponi. In seguito affianca i sorveglianti responsabili delle coltivazioni nei cantieri della Monteponi Scavi di Cungiaus e Cantiere S. Marco. Nel 1951, viene trasferito alla miniera di Campo Pisano dove in breve tempo assume l’incarico di sorvegliante responsabile della coltivazione delle calamine; l’anno seguente è trasferito presso il cantiere Monteponi di S&apos;Ortu Becciu. Dopo tre anni, viene trasferito nuovamente alla miniera di Monteponi con l’incarico di supervisionare la costruzione dell’impianto di eduzione del livello “- 100”, messo in funzione nel 1956. Successivamente segue i lavori di coltivazione ai livelli “- 100” e “- 60” nonché gli approfondimenti dei pozzi minerari Monteponi. Dal 1963 al 1966, è caposervizio del cantiere S. Marco, della miniera di Monte Scorra e di Pozzo San Giorgio (Sa Macchina Beccia), cantiere della miniera di Seddas Moddizzis. Nel 1966, è nominato caposervizio presso la miniera di Campo Pisano e nello stesso anno, coordinando i lavori di scavo di una traversa di ricerca, trova un giacimento di solfuri e zinco, quello che diventerà il cantiere di Funtana Perda. Per  la società Sogersa subentrata nel 1971 alla Monteponi e Montevecchio S.P.A, continua l’attività di ammodernamento e meccanizzazione della miniera di Campo Pisano fino al 1980, anno in cui si ritira in pensione e continuare la professione di perito minerario in proprio, come consulente per diverse ditte e per l’Università del Sulcis. Nel 1990 entra nell’Associazione Mineraria Sarda di cui è vicepresidente nel 2002. Nel 1998, entra a far parte del Gruppo di studio EMSA per il nascente progetto del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.</dc:description>
  <dc:contributor>Agostina Bua</dc:contributor>
  <dc:contributor>Salvatore Zurru</dc:contributor>
  <dc:date>2011-05-12</dc:date>
  <dc:type>MovingImage</dc:type>
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  <dc:language>it-IT</dc:language>
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